GENERATORI DI FUNZIONI


Il modello in figura (FAT 202) ha due sezioni indipendenti: generatore principale (sulla destra) e generatore ausiliario (sulla sinistra).


Il generatore principale fornisce segnali (riferiti a terra) di tre forme:
boccola   M5: sinusoidi
boccola M10: triangoli isosceli
boccola M15: onda quadra ( segnali continui, di ampiezza   eguale   e di durata   eguale   , alternativamente positivi e negativi).
La loro frequenza puo' variare approssimativamente da 0 a 150 kHz, regolando, in modo continuo, la manopola   M1   che stabilisce un valore e, in modo discreto, la manopola   M6   che moltiplica il valore suddetto.


Il generatore ausiliario fornisce segnali (riferiti a terra) di due forme:
boccola A10 : triangoli scaleni
boccola A11 : impulsi (in questo caso, segnali continui, di ampiezza   eguale   e di durata   differente   , alternativamente positivi e negativi; in corrispondenza del livello negativo si accende la spiaA8).
La geometria dei suddetti segnali viene regolata dalla manopola   A3   mentre le manopole   A5   e   A6   ne controllano le rispettive ampiezze.
La loro frequenza puo' variare approssimativamente da 0 a 10 kHz, regolando, in modo continuo la manopola   A1   e, in modo discreto, la manopola   A2   .
L'avvio dei segnali (triangolare o impulsato) puo' essere dato da un segnale esterno (prelevabile anche dal generatore principale), connesso tramite la boccola   A9  :
tale segnale di attivazione o sincronizzazione (max 20 volts) deve superare la soglia fissata dalla manopola   A4   ed avere il segno del selettore sovrastante la boccola   A7  , che nella posizione   0   esclude la sincronizzazione.




In questo modello, come genericamente in altri della stessa categoria, le indicazioni numeriche riportate dalle manopole che regolano le frequenze non sono attendibili.
Le valutazioni quantitative debbono essere sempre ricavate tramite osservazione all'oscilloscopio.
Inoltre, la regolazione di ogni manopola richiede di attendere qualche secondo prima di effettuare la lettura, per consentire una adeguata stabilizzazione del contatto corrispondente alla posizione raggiunta .