Campo di induzione magnetica
Un "campo vettoriale", come il vettore intensità del
campo elettrico o del campo induzione magnetica, può essere descritto
convenientemente mediante le sue "linee di forza".
Queste possono essere
individuate da una loro proprietà: in ogni loro punto, esse hanno per tangente
la direzione del campo.
Per ogni punto passa una linea di forza; quindi, in
una loro rappresentazione grafica, ne vanno riportate solo alcune.
Per il
campo elettrico e per il campo magnetico, conviene scegliere un'apposita
convenzione (Faraday), in base alla quale, in ogni zona, esse risultano più
dense dove è maggiore l'intensità del campo.
Nella figura viene
riportato l'andamento delle linee di forza del campo induzione magnetica
generato dalla corrente che percorre la bobina, disposta sul riquadro in basso.
Il disegno si riferisce solo ad un quadrante ; gli altri si ottengono per
simmetria.
Mediante una seconda bobina, di dimensioni notevolmente minori,
si può osservare con l'oscilloscopio la differenza di potenziale indotta dal
campo generato dalla bobina più grande, quando è percorsa da corrente
alternata.
E' disponibile una torretta con base 4cm X 4cm che porta la
bobina più piccola che deve risultare alla stessa quota del foro centrale della
bobina grande.
Ruotando intorno al suo centro, il supporto della bobina
indotta, si varia la giacitura delle spire; il segnale sull'oscilloscopio
risulta massimo o minimo (quasi nullo), rispettivamente, quando tale giacitura è perpendicolare o parallela alle linee di forza.
Invero, per le leggi
dell'elettromagnetismo, il segnale osservato dipende dai coseni degli angoli,
tra la comune giacitura delle spire e le direzioni delle linee di forza, ad esse
concatenate.
Esercitazione pratica su misure di campo di induzione magnetica
Disporre la bobina sul foglio allegato in modo da coprire solo il disegno parziale della sua proiezione : la bobina risulterà in parte fuori del foglio, mentre il suo foro centrale sarà allineato con la fila di quadrati (4cm X 4cm) disegnati.
Disporre il supporto della bobina piccola in modo da
coprire uno dei quadrati disegnati ed in modo tale che la bobina grande e la
bobina piccola abbiano gli avvolgimenti paralleli.
Alimentare la bobina
grande con una tensione alternata di valore efficace di circa 8 volts (oppure di
24 volts; in tal caso fare ben attenzione ad utilizzare tutto
l'avvolgimento,connettendo la bobina con le boccole estreme).
La corrente
conseguente genera un campo di induzione magnetica che varia nel tempo e che
quindi induce nella bobina piccola una d.d.p. misurabile all'oscilloscopio;
riportare tale valore sulla linea tratteggiata ortogonale alla torretta di
supporto. Tale valore, approssimativamente, risulta proporzionale al campo
suddetto nel centro della bobina indotta.
Ripetendo per le varie posizioni,
corrispondenti ai quadrati disegnati, si ottiene graficamente l'andamento di
tale campo lungo l'asse della bobina generatrice, in funzione della posizione
del punto di misura .
Si osservi all'oscilloscopio il segnale indotto; per
la sua misura conviene disporre l'oscilloscopio in xy per cui tale segnale si
riduce ad un segmento (orizzontale o verticale a secondo che si usi il canale x
o il canale y); mediante i traslatori si puo' disporre tale segmento in
prossimita' di una linea con la suddivisione fine.
Poiche' si tratta di una
quantita' soltanto proporzionale all'entita' del campo, e' inutile riportare il
valore della tensione, ma e' sufficiente esprimerlo in divisioni e
sottodivisioni ed e' pertanto immediato riportare il suo punto rappresentativo
sul foglio appositamente grigliato.
In tal caso (misure relative) si puo'
agire sullo "scalibratore" in modo da far corrispondere al segnale piu' alto una
figura che occupa tutto lo schermo, ottenendo il minimo errore relativo di
lettura.